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Il dolore nascosto di Signorelli

With: Tom Henry ()

Perché questo magnifico dipinto rinascimentale era così profondamente personale — e così doloroso — per l’artista che lo realizzò?

In questo nuovo viaggio attraverso Cortona – Città dei Tesori Nascosti, la scrittrice Victoria Smith ci conduce alla scoperta del Compianto sul Cristo morto (1502), straordinario capolavoro di Luca Signorelli, oggi conservato nel Museo Diocesano di Cortona.

Ad accompagnarci è uno dei massimi esperti mondiali di Signorelli, il Professor Tom Henry, che svela la commovente storia nascosta dietro una delle opere più emozionanti del Rinascimento italiano: una storia in cui arte, perdita e genialità diventano inseparabili.

Il mistero svelato

Secondo il celebre biografo rinascimentale Giorgio Vasari, Antonio, il figlio maggiore di Signorelli, morì tragicamente nell’estate del 1502.

Nonostante il dolore straziante, l’artista dimostrò una forza d’animo straordinaria: prima della sepoltura del figlio, ne studiò e disegnò attentamente il corpo, deciso a conservare per sempre ciò che, nelle parole di Vasari, «la Natura gli aveva donato e la crudele sorte gli aveva tolto».

Le prove nascoste sotto la pittura

Recenti analisi tecniche hanno portato alla luce una scoperta sorprendente: la testa di Cristo fu dipinta due volte.

Sotto il volto oggi visibile si trova il profilo di una versione precedente. Gli storici dell’arte ritengono che, dopo la morte del figlio, Signorelli abbia ridipinto il volto di Cristo, trasformando questa commissione in un addio profondamente personale.

Il suo coinvolgimento emotivo fu così intenso che, secondo la tradizione, accettò soltanto la metà del compenso concordato, offrendo quel sacrificio per la salvezza della propria anima.

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